lunedì, 01 ottobre 2007

IL CONSIGLIO DI QUESTI GIORNI

Il consiglio di questi giorni è puramente tecnico e si adegua alle nuove tecnologie infondendo al contempo la giusta fiducia per i momenti difficili:

se ti trovi nella merda va disattivato il sistema ESP

E’ un consiglio utile per chi lascia sempre il sistema su ON, dato che si tratta di un dispositivo di sicurezza che evita slittamenti e sbandamenti. Trovandosi in situazioni di neve abbondante, fango, sabbie mobili e per l’appunto merda il dispositivo va messo su OFF.

Il consiglio vale naturalmente anche per chi si trova frequentemente nella merda. Anche in quel caso non si può fare a meno del dispositivo, perché è opportuno averlo per disattivarlo. Per errore infatti può capitare di mettere su OFF qualche altro aggeggio che vi può mettere nella merda molto più di quanto non ci si possa trovare con un sistema ESP in dotazione.

I freni ABS possono essere utili per chi si trova nella merda, ma possono comunque provocare l’effetto scivolamento, così da preferirsi un sistema anti-trazione automatico, come è appunto l’ESP.

Qualora nelle suddette situazioni di merda ci si trovi muniti di catene, il sistema ESP va lo stesso disattivato. In tal caso, gli spruzzi necessitano di un adeguato complesso lava-tergi-cristalli.  

Si consiglia per non sbagliare di evitare comunque situazioni di merda e/o di sprofondare nelle sabbie mobili.

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categoria:comunicazione di dis-servizio, situazioni di merda
lunedì, 10 settembre 2007

Il catalogo autunno – inverno 2007 dell’impiegato prevede delle esaltanti novità. Gli articoli proposti sono gioielli di comodità ed efficienza, grazie al quale qualsiasi impiegato, pubblico o privato, può sentirsi come a casa propria:

 

  • Sedia per il sollevamento dei piedi. Una vera delizia per chi ha vene varicose o gonfiori diffusi dopo una dura giornata impiegatizia. Disponibile anche con vibro-massaggiatore per le piante dei piedi più stanchi.
  • Armadietto di metallo con conca in pelle per la testa. Un’esigenza finalmente esaudita per tutti i lavoratori costretti a trovare un rifugio per dormire. La conca in pelle evita la rotazione della testa e la mantiene in un soffice abbraccio di Morfeo.
  • Cassetto porta-telefono.  Con combinazione e silenziatore. Evita finalmente il richiamo sgradito del telefono quando non è il momento. Senza il disturbo del trillo. Per essere avvertiti dello squillo, è comunque disponibile la versione con pomello a illuminazione intermittente in vari colori.
  • Rollerblade d’acciaio portaoggetti.  Potenti trasportatori di oggetti, applicabili sotto computer, scaffali, mobili, tavolini, fax o macchine del caffè, per evitare inutili spostamenti da una parte all’altra della stanza.

 

Gli ordini possono essere spediti via internet, scrivendo un semplice e pratico “ok” vicino alla voce desiderata. Trasporto e montaggio degli articoli* sono a carico del vostro capo.

 

*L’azienda non è responsabile di eventuali esplosioni o nubi radioattive che possono sprigionarsi dagli oggetti

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categoria:feticci, saldi fuori stagione, idiozie immobiliari, profferte speciali
giovedì, 06 settembre 2007

POSERO

La stampa necrologica sta facendo cassa in questi due giorni. Fa notizia il morto perché del vivo non c’è granché da aggiungere. A meno che non muoia. Ai funerali di Gigi Sabani stamattina non si parlerà che di Luciano Pavarotti. Il tragico destino di Sabani, oltre a quello di morire, è stato quello di essere oscurato da un altro destino tragico. In più fa impressione che i giorni fatali che apparentemente li unisce, non hanno molta importanza. Nessuno dei due celebri estinti ha mai saputo dell’altro. Non credo che Bono Vox sia partito per i funerali di Sabani, però penso che qualcun altro se lo sia posto il problema di come partecipare a due esequie funebri in pochi giorni, essendo credibile. Penso, che ne so, a Gigi Proietti, o a Fiorello, tra i pochi che immagino possano figurare tra gli “invitati” a tutte e due le cerimonie. Anche loro si troveranno in difficoltà a commentare con dichiarazioni credibili la morte di Gigi Sabani dovendo, di lì a poco, commentare quella di Pavarotti. Dovranno almeno cambiare l’abito scuro.  Il giornalista magari registrerà le dichiarazioni per tutte e due gli eventi. “Come ricorda Sabani?” “Un grande artista, una persona meravigliosa” “E come ricorda Pavarotti?” “Una persona meravigliosa, un grande artista”. 

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categoria:musica, cultura e subcultura, umornero
giovedì, 30 agosto 2007

SIAMO LAVAVETRI O CAPORALI?

Risposta: il sindaco di Firenze è un caporale. Perché il "magnaccia" che aspetta in Mercedes la paga giornaliera penserà a un nuovo stratagemma per arrotondare (a 30 mila € al mese). Magari mandando i ragazzini a scippare borse e telefonini. Nel frattempo però il caporale maggiore sindaco di Firenze sarà contento di aver dato una bella impressione di sé al cittadino, più sicuro specialmente davanti al pericolosissimo semaforo, dove fino all'altroieri rischiava di essere investito da un malintenzionato armato di una bellicosa spugnetta e di un minaccioso secchiello. Bastava comunque dotare i tergicristalli di raggi gamma o spray antirapina per neutralizzare l'assalitore, o fare un'ordinanza in cui si vietasse l'uso del parabrezza ai semafori. A Padova per esempio hanno abolito i semafori. Adesso i lavavetri devono rincorrere le macchine nelle rotatorie come nella CORSIA 1 degli 800 metri. Chi riesce a investirlo senza andare a sbattere, vince un buono per un lavaggio gratis dal benzinaio gestito da un singalese. (Sri-Lanka - Romania 1-0). Sentiremo presto tutti la mancanza di un lavavetri al semaforo, soprattutto nelle giornate uggiose, macchiate da quella sabbiolina travestita da una pioggia zingaresca, quando con 30 centesimi tornava la visibilità e il sorriso del caporale. 

Ma si va avanti, confido nella coerenza dei sindaci di questo paese cui finalmente è giunto il plauso della Lega (tanto atteso!). Adesso però togliete di mezzo anche i venditori di rose, di fazzolettini, di accendini, di arbre magiques, di calzini di cotone, di tovaglioli da dessert, di tappi di sughero, di puntine da disegno, di cagnolini di peluche epilettici, di topolino & minnie ballerini, di giocattoli non a norma, di cd smagnetizzati, di dvd piratati. E rimpatriamo soprattutto i caporali. Sindaci compresi.  

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categoria:politica, feticci, riflessioni e assurdità
mercoledì, 29 agosto 2007

"L'apparenza è tutto." C'ho messo 40 giorni per elaborare questo concetto. Volevo scriverlo su un pacchetto di sigarette. Peccato che non fumo.

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categoria:comunicazione di dis-servizio
venerdì, 20 luglio 2007

PENSIONI DI SANGUE

In due giorni ci sono talmente tante ricorrenze funebri che quasi c'è l'imbarazzo della scelta. Solo ieri si celebravano i 15 anni dall'attentato a Borsellino e i 64 dal bombardamento a Roma nel quartiere San Lorenzo (3000 bombe sganciate dagli "alleati" e 2000 morti accertati, tanto per fare un superficiale conto paro per difetto). Oggi invece l'agenda annovera i 5 anni dalla morte di Carlo Giuliani durante la guerra civile scatenata in occasione dell'importantissimo G8. Ma ormai sono date che scandiscono un santuario da calendario, quasi inflazionato da tante tragedie. Per non rischiare, le (scarse) personalità politiche preferiscono addirittura buttarsi sulle pensioni pur di non dover scegliere quale morto ricordare e quale celebrare come eroe.

Ma l'eroe della giornata, che la politica non riesce a eliminare con nessun attentato fisico o economico è il pensionato, illuso dall'ennesima manovra contromano e contraddetta dal prossimo ministro di turno, che ne farà una provvisoria fino al prossimo ministro, in attesa di un ministro riformatore consigliato da un sottoministro conservatore, e così via fino al Ministro dell'Eternità. Tanto è vero che la pensione più sicura è quella dei familiari delle vittime di cui sopra, quando lo Stato fa la cosa che gli riesce meglio: non tratta il prezzo coi sindacati, ma direttamente coi carnefici.

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categoria:politica, umornero
venerdì, 13 luglio 2007

~pregiudizi cinematografici: harry potter~

Anche le recensioni confermano le mie impressioni e i miei pregiudizi. L'ultimo Harry Potter fa schifo. E' noioso e vittima della serialità di Hollywood che per contratto deve sceneggiare i libri della Rowling prima che il maghetto sia arruolato nei marines. Io non amo le saghe (sarà che mi hanno sempre detto che troppe saghe fanno diventare ciechi) e per questo - mi dicono - mi sono perso per pigrizia molte opere d'arte viziate dalla lunga durata. Il problema è che anche la scrittrice, prigioniera dei miliardi che la costringe a scrivere a tempo di record avventure sempre più coinvolgenti sul maghetto dal collo ormai taurino, non sa come uscirne. Per questo ha minacciato di ucciderlo. Spero per la sua incolumità che sia una saggia mossa pubblicitaria. Non vorrei che finisse torturata da orde di fans occhialuti armati di bacchetta magica, come lo scrittore di "Misery non deve morire". Già hanno minacciato di fare incantesimi fino alla settima generazione e scatenare black block a cavallo di draghi incazzati contro il castello dell'autrice. Il suo ufficio stampa ha già smentito. Probabilmente, visto che Daniel Radcliffe cresce a dismisura ed è già aumentato di 2 taglie di occhiali, dovrà dare una sterzata decisiva alla sua linea narrativa, indirizzandola un po' più verso i ventenni senza farli diventare troppo scemi. "Harry Potter e il calice di assenzio" è già in lavorazione, ma si sta pensando già al futuro con "Harry Potter al Senato" o "Harry Potter e la lotta alla calvizie". Se dovesse andare male "Harry Potter cambia sesso" e "Harry Potter fotter" sono le accattivanti soluzioni di emergenza per un target più adulto.

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categoria:cinema, cultura e subcultura, pregiudizi cinematografici
venerdì, 06 luglio 2007

Bruxelles è una puttana di classe. Tutti ci vanno perché è lei a pagare bene. Per questo incontri più italiani lavoratori che turisti italiani. E tutti i nuovi residenti assunti in una delle centinaia di associazioni o enti per l'UE sono ancora in età da Inter-Rail. Per essere la capitale d'Europa, la piccola capitale del Belgio ha sacrificato molti palazzi storici per rivestirli della bandiera blu a stelle gialle. In 50 anni di demolizioni nessun belga sa cosa si è perso, ma sapendo quello che ci ha guadagnato non si fa troppe domande. Rispetto alle periferie delle grandi città italiane, ma anche agli stessi brutti dintorni industriali del Belgio (Charleroi forse è il peggior aeroporto d'Europa), di Bruxelles si ammirano persino i mattoncini ordinati dei palazzi a 5 piani.

In compenso la bella vita non manca, non sarà dolce per colpa del cielo quasi sempre plumbeo, ma la birra riequilibra quello che la pioggia annacqua. Non si ricorda mai, ma più della Grand Place e del Grand Samblonne, Bruxelles è la città delle birre affumicate e aromatizzate e della cioccolata. Caratteristiche anche queste vendute volentieri a vantaggio di tedeschi e svizzeri. Tanto, a dispetto dello scarso milione di abitanti, non manca gente che apprezza la Chimay, la Faro che sembra quasi uno spumante, la Duvel e altre birre usate anche per aromatizzare carne, pesce e formaggi fusi. Locali e follie notturne sono sempre a disposizione, con discrezione, senza che i marciapiedi o le strade si accorgano di quello che succede in strada. Non c'è una macchina in doppia fila nemmeno vicino al mercato del fine settimana o davanti al Palazzo della Borsa.

Consolle di dj e spine di birra si trovano sia sulle terrazze che sotto 33 metri di profondità (il "Nemo 33"), dietro i vetri di una piscina usata per fare scuola ai sub. La convivenza con italiani, spagnoli, francesi, sudamericani la definisce già come città cosmopolita, il cui punto di ritrovo non poteva che chiamarsi per ironia della sorte "Café Belga". Dove di belga c'è il 50% anche nei segnali stradali, tradotti nella seconda lingua (il fiammingo). Abituati a convivere con tante culture, tra quartiere africano, indiano e cinese (più che altro orientale, perché si confondono ristoranti vietnamiti, thailandesi  con i negozi cinesi), forse restano un po' più sospettosi con i "fiammingoni", che dalla descrizione sembrano dei vikinghi scesi dalla vicina Olanda e mescolati nel brodo di luppolo dei Paesi Bassi.

martedì, 03 luglio 2007

BRILLAN ZAINETTI NEL CIEL

Se non avete la possibilità di indossare qualche gioiello prezioso, indossate uno zaino capiente e fatevi una passeggiata sulla pista di un aeroporto in stato di allerta. Lo faranno “brillare” più di quanto potrebbero fare illuminando un diamante. Gli zaini “brillanti” dal canto loro sono anche oggettini simpatici, capaci di trasformare una serata e renderla letteralmente esplosiva. Il personale dell’aeroporto, travolto dall’entusiasmo e dalla festosa psicosi collettiva, si occuperà del botto, qualora il proprietario dello zainetto non avesse nessuna voglia di fare festa, ma si sia solo perso nel terminal.

Lo stesso clima di festa si respira in molte città del Regno Unito, dove gli Urban Guardians (corrispondenti ai nostri Vigili Urbani) hanno trovato una divertente soluzione definitiva ai divieti di sosta. Qui non si va molto per il sottile - siamo a Glasgow dai nipoti di Bravehart in fondo – e non si fa brillare niente romanticamente. Le macchine che non rispettano il divieto o che non rientrano in certi parametri di sicurezza verranno fatte esplodere. Dovesse ferire qualcuno mentre trionfa senso civico e codice della strada c’è già il colpevole: AlQaeda

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categoria:politica, avvenimenti assurdi, umornero
lunedì, 25 giugno 2007

LORO Sì...

Ogni estate proviamo a calcolare quanto guadagna il cocomeraro o il produttore di grattachecche e/o granite. Partiamo sempre dal costo di una fetta e dagli insulti che lanciamo a chi ci chiede l'euro per la ventesima parte di un cocomero costato 20 centesimi intero. Oppure calcoliamo il prezzo (3,50/4 €) per una grattacchecca  la cui materia prima è acqua a costo zero, con l'aggiunta di 10 centesimi di sciroppo e di un'amarena raccolta da un barattolo fresco di giornata. Un ricarico del 3000 per cento che ci fa esclamare sempre la stessa affermazione definitiva: quello sì che ha capito tutto della vita, lavora 3 mesi l'anno e fa i miliardi. Però stranamente tutti torniamo ogni estate a cercare un euro per la fetta di cocomero e 3 euri spicci perché il grattacheccaro non ha il resto da dare, poi con le mani sporche di sciroppo è difficile cercare i centesimi in un deposito di gettoni d'oro. E soprattutto non si vede mai nessuno, dopo le sagge conclusioni di cui sopra, caricarsi un centinaio di cocomeri su un furgone per metterli sotto a un ombrellone e armarsi di coltellaccio per tagliarli a fettine sottili quanto basta per moltiplicare il guadagno. Più comodo fare il ministro dell'economia cocomerara al fresco con un coltellino per togliere i semini e lanciarli ai piccioni, che almeno non si fanno domande su quanto guadagnamo noi per permetterci una fetta intera di semi di cocomero.